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Il Vestitolo della Certosa di Pisa

 E una costruzione del secolo XVII. Colonne doriche di pietra serena su basamento continuo, sostengono un architrave interrotto da un arcone in corrispondenza dell’ingresso. Nel fregio sta scritto : ” Cartusia Pisarum fundata Anno R. S. MCCCLXVI”. Fiancheggiano l’arco due sentenze tratte dagli scritti di S. Girolamo e di S. Basilio ad esaltazione della vita solitària: “Habitantibus hic oppidum carcer est et-solitudo paradisus”, l’una, e l’altra ” Solitària vita ccelestis doctrince schola est et divinarum artium disciplina”. In alto una piccola statua di S. Brunone fondatore dell’Ordine, su di un frontespizio rettangolare entro il quale spicca la notissima esclamazione : ” O beata solitudo o sola beatitudo”. A destra dell’atrio è la cappella di S. Sebastiano eretta per il pubblico nel 1672 su disegno del Certosino Don lacopo Boccamanti, ed ampliata nel 1791. La lunetta ha un dipinto del pisano Giovanni Corucci, scolaro di G. B. Tempesti : la Madonna col bambino, S. Sebastiano e S. Bruno. Il S. Sebastiano dell’altare fu dipinto nel 1791 dal romano Matteo Baccelli; le decorazioni della volta sono di Cassio Natilli che lavorò anche in Pisa nella Cappellina dell’Opera del Duomo. A sinistra trovasi una piccola foresteria; l’affresco della lunetta, pellegrini assisi a mensa, è d’ignoto autore. Il motto che l’accompagna ricorda il dovere dell’ospitalità : “Qui suscipit hospitem suscipit Christum”. L’edificio del Vestibolo fu costruito nel 1672. Il visitatore entra nella foresteria ed attende la guida che lo condurrà nel Monastero.

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