marzo 21st, 2010 by admin

Offerte Pasqua alle terme della Toscana e pacchetti centro benessere con golf resort e Spa, rappresentano un ottimo incentivo per un doppio appuntamento per gustare contemporaneamente  gli effetti terapeutici delle acque  termali e il suggestivo panorama  paesaggistico naturale tipico del territorio toscano.

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ottobre 30th, 2009 by admin

Festa Halloween 2009 in Toscana. Per  la festa di Halloween che si svolgerà a Borgo a Mozzano, comune della provincia di Lucca – particolarmente noto a livello regionale ma anche nazionale proprio per  l’evento dedicato alle streghe – avrà tra gli ospiti che interverranno niente meno che Emanuele di Savoia.

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ottobre 6th, 2009 by admin

Offerte last minute capodanno 2009/2010 SPA centro benessere in Toscana comprensive di cenone di San Silvestro.  La Toscana rappresenta un territorio ricco di Centri di Benessere di eccellenza.

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maggio 11th, 2009 by admin

Girottolando su internet mi sono imbattuta in un bel sito dal nome insolito Toscana Fantastica.
E’ proprio così la mia regione è veramente fantastica ed all’interno questo sito offre una vasta scelta di strutture ricettive in Toscana selezionate tra i territori di Arezzo, Firenze, Livorno, Lucca, Pisa e Siena. Appartamenti, agriturismi e ville di campagna con piscina immersi nel verde della tipica vegetazione toscana e muniti dei migliori comfort e servizi.
Potete scegliere il resort più adatto alle vostre esigenze e al vostro itinerario, visitanto la pagina Strutture ricettive in Toscana.
E per andare incontro ad ogni tipo di esigenza, Toscana Fantastica è in grado di fornire: un autista, un cuoco, lezioni di cucina tipica e assaggio di vini e olio.


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maggio 8th, 2009 by admin

 Partendo da Porteferraio in barca a vela la direzione da seguire per la navigazione lungo la costiera Toscana fino a Capo della Vita per raggiungere poi a Rio Marina e, dopo una sosta all’isolotto d’Ortano, si arriva in serata a Porto Azzurro : a destra la triste mole del penitenziario, antico forte spagnolo.

Il mare localizzato in quell’area della Toscana è davvero azzurro, l’insenatura in quel mare azzurro della Toscana è lunga e stretta come un piccolo fiordo; alle spalle, inquadrato da vigneti, il paese di Capoliveri, che si affaccia su due mari , dominato dal Monte Calamità.

I turisti a Capoliveri sono numerosi, ci sono molti hotel a 4 stelle a Capoliveri che propongono offerte vacanze a Capoliveri in hotel, offerte vacanze in agriturismo, e offerte last minute vacanze a Capoliveri in hotel a 4 stelle davvero interessanti.

Ottimi sono anche ristoranti di Capoliveri e per chi desidera una serata all’insegna del divertimento c’è perfino un night club a Capoliveri. Sulle spiagge di Capoliveri e sulle colline le macchie gialle e rosse dei campeggi, campeggi che all’Isola d’Elba sono frequentati soprattutto da stranieri.

 I campeggi dell’Isola d’Elba accolgono un numero di turisti molto superiore a quello degli alberghi. Ciò in virtù delle numerose offerte campeggi all’Isola d’Elba che attirano numerosi amanti del campeggio, specialmente nei mesi di giugno-luglio e agosto dove in molti approfittano delle offerte last minute campeggio estivo all’Isola d’Elba. Il tempo favorevole consente una navigazione notturna con la barca a vela all’Isola d’Elba .

Continuando il viaggio in barca a vela nel mare dell’Isola d’Elba si scivola con la barca a vela verso Punta Nera e Capo Caldo, scendendo a sud, si gira attorno alla Punta della Calamità e, facendo attenzione agli scogli e alle isolette, si punta sul Capo della Stella, per poter passare la notte nel profondo Golfo della Lacona.

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maggio 6th, 2009 by admin

Primo giorno della mini crociera per un gita in barca a vela nelle isole della Toscana: la partenza per la mini crociera nelle isole della Toscana inizia dal porto di Piombino diretti all’isola Urgon di Plinio, isola modesta per dimensioni. Ed è per questo motivo che per visitare l’Isola Urgon di Plino occorre pochissimo tempo. Dell’Isola Urgon di Plinio resterete attratti per la pescosità delle sue acque. Lunga poco più di due chilometri, larga uno e mezzo, ha aspetto selvaggio, a tratti ingentilito da macchie verdi : pini, qualche cipresso, ciuffi di ulivi. Larghe terrazze coltivate si affacciano sulla Cala dello Scalo e sulla costa meridionale della Toscana, dove ci si può ancorare per dare respiro al motore, tuffandosi nel mare blu intenso dell’Arcipelago toscano. Nell’Isola Urgon di Plinio non si può sbarcare senza permesso dell’Autorità Giudiziaria. Non ci sono hotel o alberghi all’Isola Urgon di Plinio, ma una sola trattoria. La sera intorno alle 18 si riparte per l’Isola di Capraia : con una sosta per travaso del carburante. Alle 20 si giunge a sotto Monte Capo dopo si può avvistare la Fortezza Giorgio, che domina l’abitato dell’Isola di Capraia, disteso su di un terrazzo naturale. Per ulteriori consigli sulle tappe del visita in barca a vela nelle isole della Toscana, consultare all’interno del sito.

 


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maggio 3rd, 2009 by admin

 Isola di Capraia: Offerte barca a vela

 Giunti in viaggio con la barca a vela allIsola di Capraia, intorno alle 20:00, si gira attorno alla Punta Poppa alla Nave e si entra nella rada, su cui incombono pareti rocciose suggestivamente colorate di viola. I precipizi e le pietraie di costa questa costa toscana sono paurosi; anche le vallette che scendono verso questa parte dell’isola di Capraia, i “vadi” in cui soffia il vento di libeccio mettendo in pericolo i battelli ancorati nel porto di Capraia, hanno aspetto duro, e pur affascinante. Si avverte, al primo contatto con l’Isola di Capraia, la suggestione della storia dell’Isola di Capraia travagliata dai saraceni, genovesi, pisani, ancora genovesi. E poi le lotte degli abitanti dell’Isola di Capraia con i francesi, la conquista di Nelson, il dominio di Napoleone. Tanti erano quelli che venivano mandati in esiliati e come prigionieri all’Isola di Capraia, poi il Regno d’Italia vi stabilì una colonia penale agricola. Oggi il turismo all’Isola di Capraia si affaccia timidamente: i pescatori subacquei e gli amanti del turismo in barca a vela attirati dal mare dell’Isola di Capraia, particolarmente limpido e profondo, ricco di pesce. Caratteristiche sono le grotte dell’Isola di Capraia dove si rifugia la foca del Tirreno, il vitello marino. Nell’Isola di Capraia ci sono due hotel particolarmente caratteristici che nel periodo estivo promuovono vantaggiose offerte vacanze all’Isola di Capraia, mentre nel porto alcune aziende lanciano pacchetti per offerte viaggi in barca a vela nell’Isola di Capraia e altre a offerte per noleggio barca a vela nell’Isola di Capraia. L’Isola si distingue inoltre per il suoi piatti grazie ad alcuni ristoranti dove si trova ottimo pesce, cucinato alla livornese e alla genovese. L’attrezzatura dell’Isola di Capraia è ancora primitiva, ma i turisti cercano in queste isole appunto la sincerità e semplicità perdute da altre isole più celebri e frequentate della Toscana dove molte volte è possibile incontrare di passaggio sulle coste occidentali yachts a motore e bellissimi “ketch” battente bandiera italiana, tutto invelato per sfruttare la leggera brezza da sud-ovest.

Visitare l’Isola di Capraia non richiede molto tempo: attrazione maggiore è la Fortezza di San Giorgio, costruita dai genovesi al principio del ‘400 per difesa contro i pirati e i saraceni. Il paesaggio è dominato dalle rocce vulcaniche, che arrivano ai 447 metri del Monte Castello, e da una catena di elevazioni, più dolci verso oriente; a tratti la lava vulcanica emerge dalle macchie grige e verdi di mirti, di eriche, di lentischi e di corbezzoli, che prevalgono sulle pendici meno aride, coprendole di un manto alto poco più di un metro, in cui si annida il coniglio selvatico. Qualche vigneto, qualche campo di grano sotto ciuffi di pini scuri. L’abitato- è raccolto sotto il Castello; sui vicoli stretti e ripidi, lastricati di lava, si affacciano le povere ma linde case dei capraiesi, avvezzi a una lotta secolare con la mancanza di terra e di acqua, con la forza del mare e del vento, perciò tenaci, duri, amanti dell’Isola di Capraia come tutti i popoli del Mediterraneo insediati nelle terre aspre e avare.


 
Isola d’Elba: Offerte barca a vela
Proseguendo il giro dell’Arcipelago della Toscana in barca a vela si lascia l’Isola di Capraia per approdare all’Isola d’Elba, nel pomeriggio del terzo giorno . Navigando a velocità lenta a bordo della barca a vela nei mari delle toscana, alle 18, dopo alcune soste per travaso di carburante, si entra nel maree dell’Isola d’Elba, avendo sulla prua il Capo d’Enfola, celebre per le sue tonnare. Piegando a ponente dell’Isola d’Elba, si è diretti a Punta del Nasuto: questa costa dell’Isola d’Elba è ospitale, con numerose insenature, le pendici delle colline sono macchiate di verde intenso, si vedono fitti e ordinati vigneti, con case bianche dal tetto rosso. Passando a 300 metri dal lungomare di Marciana Marina, si entra nel Golfo di Procchio, che ha per quinte montagne e colline azzurre e verdi, per scenario una piana coltivata; successivamente si ancora la barca a vela nel Golfo della Biodola. Sembra un autentico paradiso per vacanze : un arco di sabbia, guardato da promontori bassi e rocciosi, coperti di pini. In riva al mare un campeggio. Dietro la spiaggia, macchie di pini a ombrello, vigneti, poche casette bianche nascoste fra la vegetazione. Quarto giorno. Dopo aver passato la notte alla fonda nel Golfo della Biodola, dormendo ottimamente a bordo della barca a vela, si costeggia la parte settentrionale dell’Isola d’Elba: Golfo di Viticcio, Capo d’Enfola con sosta alle tonnare, infine Portoferraio, con i suoi tetti rossi e le sue acque azzurre. Dopo un’ora abbondante di sosta si riprende la navigazione costiera con equipaggio sulla barca a vela di di tre persone. Capo della Vita, Cavo con la sua punta tonda e bassa, il porticciuolo dalla riva sassosa con barche da pesca in secco. Si scende poi a Rio Marina e, dopo una sosta all’isolotto d’Ortano, si arriva in serata a Porto Azzurro : a destra la triste mole del penitenziario, antico forte spagnolo. Le acque sono davvero azzurre, l’insenatura è lunga e stretta come un piccolo fiordo; alle spalle, inquadrato da vigneti, il paese di Capoliveri, che si affaccia su due mari, dominato dal Monte Calamità. I turisti a Capoliveri sono numerosi, ci sono molto hotel a 4 stelle a Capoliveri, ristoranti ottimi, hanno aperto anche un night club a Capoliveri, perfino una “boutique”. Sulle spiagge di Capoliveri e sulle colline le macchie gialle e rosse dei campeggi, campeggi che all’Isola d’Elba sono frequentati soprattutto da stranieri (i campeggi dell’Isola d’Elba accolgono un numero di ospiti molto superiore a quello degli alberghi).

Il tempo favorevole consente una navigazione notturna con la barca a vela. Dopo un pranzo si scivola con la barca a vela verso Punta Nera e Capo Caldo, scendendo a sud, si gira attorno alla Punta della Calamità e, facendo attenzione agli scogli e alle isolette, si punta sul Capo della Stella, per passare la notte nel profondo Golfo della Lacona. L’assillo del tempo è la più grave condanna dell’uomo contemporaneo. Guasta anche la serenità di una vacanza sul mare nelle isole della Toscana favorite dalle ottime condizioni meteorologiche, di solito temute per le loro sorprese capaci di far naufragare miseramente ogni programma. La mini crociera dell’Arcipelago toscano in barca vela, richiederebbe almeno due settimane per essere goduto appieno; invece siamo tutti oppressi dalla necessità di un sollecito ritorno, per impegni di lavoro. Eccoci in navigazione per Pianosa, 18 chilometri a sud-ovest dell’Isola d’Elba.


 
Isola di Pianosa: Offerte barca a vela

L’isola di Pianosa mantiene l’impegno del suo nome. In particolare l’Isola di Pianosa rappresenta uno scoglio lungo sei chilometri, piatto, non raggiungendo i trenta metri di altezza. L’Isola di Pianosa è completamente diversa dalle altre isole dell’arcipelago nella conformazione, simile nei colori dovuti alle macchie di vegetazione che si confondono con le rocce. Tra i sassi tondeggianti spuntano il cactus, l’agave, il mirto. Nelle parti più riparate dell’Isola di Piano prosperano la vite e l’ulivo. Bisogna accontentarsi di vedere tutto da lontano: anche all’Isola di Pianosa c’è una colonia penale e i detenuti lavorano come agricoltori, con una certa libertà. Sono tanti sull’Isola di Pianosa, circa 800; sbarcare è molto difficile; il battello della linea turistica si ferma in rada e i suoi passeggeri osservano l’Isola di Pianosa da bordo. Ricorrendo al solito sistema delle conversazioni con pescatori e barcaioli si apprende che sull’Isola di Pianosa la vita costa pochissimo.

Navigando a velocità ridotta si arriva nel tardo pomeriggio all’Isola di Montecristo, l’Isola di Giove secondo i Romani, nascondiglio di pirati e di avventurieri, annunciata dalla vetta del Monte della Fortezza (m 645). Alle 18,30 si giunge al traverso di Punta del Diavolo: la costa è inaccessibile, un seguito di rocce, di massi di granito, di pareti lisce e segnate da fessure trasversali, in cui si annidano agavi, cespugli grigi e azzurri, isolati ciuffi di oleandri. Il silenzio è assoluto . La barca a vela lascia una scia luminosa nel mare intensamente azzurro, macchiato di blu e di verde smeraldo: rasentando con prudenza la scogliera si osserva il fondale del mare dell’Isola di Montecristo, dai colori sorprendenti: verdi tenui, rocce azzurre con sfumature gialle e arancio, fiori purpurei, con sciami di piccoli pesci argentei e verdi. Sempre lentamente si arriva con la barca a vela alla Cala del Santo: si da fondo all’ancora e si sbarca sulle rocce col battello di gomma, inerpicandosi fino all’arco di pietra che porta alla Grotta di San Mamiliano, vescovo dì Palermo, rifugiatosi a Montecristo per sfuggire alle persecuzioni dei Vandali nel quarto secolo. Ritornando a bordo della barca a vela e proseguendo per la Cala Maestra, unico approdo dell’isola di Montecristo, sempre sulla costa occidentale : una profonda insenatura, con nel fondo una quinta di pini marittimi, fitti e scuri. La mattina dopo si passa la notte nella barca a vela all’ancora , tranquilli perché il mare dell’Isola di Montecristo è calmissimo e non c’è segno di correnti. Sesto giorno di crociera in barca vela all’Isola del Giglio. Alcune avversità, dopo giorni favorevoli e tranquilli : mi cadono in mare gli occhiali (perduti) poi rovesciamo alcuni litri di miscela sul fondo della barca, per un movimento maldestro. Il tempo mette il broncio, vapori grigi stagnano sull’acqua, il mare si gonfia facendo temere vento da scirocco. In queste circostanze la tranquillità della navigazione è assicurata dalla barca a vela, se si tratta di uno yacht ausiliario (vela e motore), oppure dalla potenza del motore, se si tratta di un motoscafo da crociera. Non conviene avventurarsi in navigazioni con la barca a vela di un certo impegno, con distanze di 30 o 40 miglia dal prossimo riparo, in mare aperto, se non si dispone di una barca a vela capace di tener bene il mare a vela oppure di lottare validamente col motore, avendo un buon margine di potenza e guadagnando il rifugio nel minor tempo. Nel tardo pomeriggio, altra sosta in una cala della costa occidentale, dopo aver passato Giglio Porto; quindi ritorno a nord, dove si ancora saldamente la barca a vela, sbarcando una seconda volta per intraprendere una avventurosa esplorazione dell’isola.

Gli abitanti dell’Isola del Giglio sono più di duemila. Si riprende la discesa verso il mare, saltando fra macchie d’erica e di lentisco, scivolando fra i massi di granito arrotondati dai millenni. E’ necessario rinunciare alla spiaggia di Campese, ai Faraglioni, a un pranzo nelle trattorie di Giglio Porto, rinomate per il buon pesce e per il vino. Valga l’esperienza per dimostrare agli appassionati del turismo della barca a vela che una crociera del genere non è difficile, se favorita dal bel tempo, ma deve essere compiuta avendo almeno 10 giorni a disposizione. Qualche suggerimento: osservare sempre il vento, le correnti, il ciclo, interrogando i pescatori, e tenersi vicini a un rifugio per la notte. Il giro delle isole della toscana a vela si compie in pochissimi giorni, senza incidenti di rilievo. Ma una crociera all’Arcipelago toscano non è una passeggiata: basta un giorno di pioggia o di ciclo fortemente nuvoloso per impedire l’osservazione diretta. In tal caso si deve essere in grado di usare la bussola e di tracciare con buona approssimazione una rotta. Nelle isole minori della toscana si trova scarso appoggio, in alcune non si può sbarcare con la barca a vela. Ancora : contenere il numero dei partecipanti : per una barca a vela da crociera ed approfittare delle numerose offerte vacanze nei mari della toscana in barca a vela, offerte crociere isole toscana in barca a vela, oppure anche dell’offerta noleggio barca a vela in toscana.

Un giro in barca a vela nell’Arcipelago toscano è invito a ritornare in queste isole affascinanti per semplicità e distacco dal mondo. Nell’Arcipelago toscano non si cercano bellezze smaltate, da mari del Sud: siamo nel Mediterraneo, le isole sono fatte di roccia, sono ammantate di vegetazione aspra, l’acqua è scarsa, ma questa è la loro bellezza; e il mondo è lontanissimo, si ritrova la pace e la serenità che credevamo perduta.

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marzo 30th, 2009 by admin

 Tra le regioni d’Italia, la Toscana è certamente la più illustre, se non per storia, per prestigio di natura e d’arte. La conformazione delle sue città piccole e medie, tutte medievali, tutte stupende, ora distese nel piano, ora in altura, o poste in cima ad alti poggi; la tipica edilizia sacra e civile – campanili, case e fortezze – fatta di pietra grigia e di mattoni sanguigni; la nota dominante dei paesaggi perfetti e rigorosi che si contemplano dall’alto, data dal verde argenteo, colline che scendono lentamente recando monasteri, pievi romaniche, campanili, torri, terrazze di vigneti, bei boschi di castagni, oliveti chiari che salgono sui pendii inferiori dell’Appennino e su tutti i colli, con capre, pecore e maiali che nel pastorale panorama si associano al bove bianco, anch’essi divenuti quadro, campi fecondi tra i riflessi dei fiumi, poi romantici cipressi agili e scuri, con cui l’eleganza del paesaggio tocca il vertice; l’estrema concentrazione di opere d’arte nelle chiese romaniche, gotiche e rinascimentali, come nei palazzi e nei musei; ogni cosa è un invito a una scoperta inesauribile, segno di una storia di molti secoli, della vicenda di grandi civiltà che si avverte ovunque, a ogni passo, e vi si adatta così bene, fin nei più sperduti villaggi. È la terra italiana che ricorda di più i massimi pittori italiani del Rinascimento, con le loro tavole e i loro affreschi in cui si disegnano suggestive città medievali chiuse entro le mura turrite come in un’armatura. Le balze volterrane sono sicuramente di mano di Masaccio, i colli di Torrita e di Sinalunga son certo di Filippino Lippi, miracoli di misura e di greca virtù.


Descrivere le bellezze e le risorse artistiche della Toscana sarebbe come un voler contare la rena del mare. Qualunque itinerario ce ne può dare un’idea. Senonchè viaggiare in Toscana non è facile. Per meglio dire, non è da tutti. Non perché le strade non siano buone: sono anzi, le strade toscane, generalmente ottime strade in massima parte asfaltate; ma perché viaggiare in Toscana significa addentrarsi in un paesaggio tutto imbevuto di intelligenza. Alla vista del Prato dei Miracoli a Pisa o della piazza del Campo a Siena non uno, crediamo, che non si senta senza parola. Un brivido scende nelle ossa, freddo e sottile come un ago. Non v’è nulla di più misurato e di più leggiadro del paese toscano; con quel cipressino lassù, e quella pergola d’uva, e quel pagliaio su quel poggio chiaro d’olivi, e quel mare di grano della Maremma, e quella chiara prospettiva di case dalle facciate tinte di rosa, di giallo, di verde, e quel piccolo porto dove alti alberi dalle vele bianche si alzano e si abbassano, e le isole dell’Arcipelago Toscano che scattano in su, solitarie e misteriose. Ma se non è facile percorrere la Toscana seguendo gli itinerari classici che da Firenze portano a Prato, a Pistoia a Lucca, a Pisa, a Viareggio, o per il Valdarno portano ad Arezzo, o per il Chianti portano a Siena, o per la Via Aurelia portano a Grosseto e a Orbetello, ben più difficile cosa è viaggiare per le strade fuori mano, in gran parte sconosciute ai turisti italiani e stranieri. E’ un sollievo viaggiare per tutti cedesti itinerari, dai più noti ai meno conosciuti. Ogni volta le strade lontane dal traffico provocavano in tutti un senso di scoperta e di meraviglia. Coloro che hanno visitato la Toscana non possono far a meno di rimpiangere i giorni trascorsi in questi bellissimi luoghi, pieni di imprevisti e di scoperte, luoghi non ancora divenuti famosi, beati ancora e ancora relativamente vergini di influssi moderni, dalle amabili, rustiche osterie con la pergola e le belle ragazze che servono, semplici e casalinghe, borghi e cittadine appoggiate con familiare confidenza al silenzio della campagna, dalla civiltà casalinga di artigiani, di fattori, di ortolani, di osti, di barrocciai, e un’aria ovunque che sa di erbe e di cipolle, di aglio e di baccalà, di olio e di vino, di orti odorosi di salvia, di viuzze annaffiate di fresco.


La Toscana è il paese dell’incanto; una terra che resterà sempre sacra per l’uomo. (Quando le città avranno respinto i poeti, questo sarà – come un tempo, molti secoli fa – il rifugio e la culla dei poeti avvenire). Non v’è nulla in Italia, nulla che dia tanto il senso della civiltà, dell’arte, quanto un viaggio attraverso la Toscana. E non già per il fatto che il nome Toscana si associ nella nostra mente ai concetti convenzionali di “terra dell’arte”, nati da lontane letture giovanili. La Toscana da il senso dell’arte, è il fatto che la natura in Toscana ha una veste incantevole che sa di pittura. E, poi, la strada. La strada toscana è una fonte inesauribile di sorprese. Antiche chiese si alternano a borghi medievali e a rocche chiuse entro un quadrato di muraglie e di torri, e tutto, quei muri grigi e sanguigni, i campanili, le torri, tutto s’accorda perfettamente col paesaggio, col color bruno dei poggi, col verde degli alberi declinanti verso la pianura, col ciclo di seta azzurra, appena venato di sottilissimi ricami bianchi e rosa. Viaggiando in Toscana si può vedere che molte sono le grandi strade dalle quali svoltando guidati da cartelli stradali si possono raggiungere monumenti celebri e memorie di secoli spenti. Due soprattutto danno il modo di penetrare addentro l’antica “poesia” toscana : la prima è la Via Cassia, che da Firenze per il Senese conduce a Roma, l’ara è la Via Aurelia, la magnifica strada litoranea che dal confine ligure vi porta fino a Roma sempre a breve distanza dalla spiaggia. Prendendo l’una o l’altra di queste vie, percorrendo le strade secondarie che da quelle si diramano, dappertutto vengono incontro cose di una pregevolezza che fa stupire.
Prendiamo la Via Aurelia, alla quale la nuova guida dedica molte pagine, zeppe di notizie preziose, pari alla celebrità della maestosa via consolare. Prima che incominci la Maremma, ecco Cecina, dove, svoltando a sinistra, si prende la strada per Saline e Volterra. È questo uno degli itinerari più straordinari (anche se tra i meno coloriti) che sia dato percorrere in Toscana. I quaranta chilometri circa che conducono a Volterra sono tipicamente toscani. È una strada solitària, allegra di vigneti all’inizio, poi attraverso una natura selvatica e deserta, fra nude crete di un bianco livido, in mezzo a una Toscana che raramente avviene di visitare. Ed ecco Volterra lassù, alta sul colle di tufo diruto, sull’orlo di un immenso vuoto, chiamato “le Balze”, foscamente incoronata dalle muraglie della poderosa fortezza alzata dai Medici, lontana dal mare, lontana dalle vie degli uomini, lontana dai floridi poggi della vite t dell’olivo, con le sue belle piazze, e le vie in pendenza, le casetorri svettanti sulla distesa di tetti color cenere, la Pinacoteca, lo’ splendido Museo etrusco: ancora medievale, quasi immobilizzata nel tempo.


Se si vuole ancora frugare nello scrigno segreto della Toscana, bisognerà seguire una grande strada asfaltata dalle ampie curve, la Via Cassia, che da Siena porta a Roma penetrando nell’intimo di una terra in cui l’amenità è ridotta a un velo, perché la creta, che vi appare scoperta per ampie zone, vi mette un’aria tesa e diremmo quasi un po’ triste, che non è soltanto nel colore della terra, ma nell’aspetto della campagna e degli abitati. Strana terra, il Senese; e, sebbene si trovi a breve distanza da Firenze, si direbbe che sia lontano da questa città almeno mille chilometri, e tenga più della Puglia che della Toscana. Usciti fuori dalle mura di Siena, per alcune decine di chilometri la strada corre fra le solitudini delle argille, che qui regnano incontrastate. Brevi file di alberi rigano i coltivi e le praterie stampandosi neri contro il cielo. Poi comincia la serie delle diversioni, quelle diversioni che, volta volta, in pochi chilometri portano a patetiche mete turistiche. I borghi che stanno accucciati attorno alla zona servita dalla Via Cassia, sono centri di alto interesse, anche se i turisti li ignorano, nella massima parte. Qualcosa, insomma, per cui vale, in ogni caso, la pena di far qualche ora di treno o di macchina. E vale certo la pena di abbandonare la Via Cassia, volgendo a nord, per vedere Asciano. Se non altro bisogna andarci per i capolavori (Matteo di Giovanni, Lorenzetti, Barna Senese) che si conservano nel Museo di Arte Sacra. Sulla strada pochi chilometri dopo s’incontra Buonconvento, il piccolo borgo tutto rosso, raccolto entro le mura trecentesche, famoso per una curiosità storica, poiché fu entro le mura di Buonconvento che morì, nella triste estate del 1313, l’imperatore Arrigo VII di Lussemburgo. Da Buonconvento si diparte una strada che termina all’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore, il grande monastero legato alla storia di Siena, alle sue ambizioni, ai suoi sogni, campeggiante sullo squallore delle crete, dove i monaci orgogliosamente mostrano il chiostro grande dipinto da Luca Signorelli e dal Sodoma. Poi, a Torrenieri, si abbandona di nuovo la Via Cassia per seguire verso sud il corso del torrente Asso. In neanche mezz’ora di macchina (9 km) si arriva a Montalcino, questa città tipicamente senese, vale a dire rossa di mattoni, piantata orgogliosamente a dominio di un vastissimo panorama di poggi coperti di olivi, tra le più colorite e le più straordinarie della Toscana, legata alla memoria per le vicende della Repubblica Senese, che vi rivisse sotto la guida di Pietro Strozzi. Nei dintorni è da vedere, al termine di un rapido itinerario, la gloriosa Abbazia di Sant’Antimo, edificata nel secolo IX, il cui sorprendente segreto è dato dagli splendori architettonici della chiesa romanica. Dopo molti ghirigori la Via Cassia tocca San Quirico d’Orcia, quest’antico borgo che possiede con l’insigne Collegiata una delle più belle fra le nostre chiese romanico toscane, col portale, celebrato in tutte le storie dell’arte, di Giovanni Pisano.


È una strada piuttosto solitaria, la Via Cassia, dopo San Quirico; è peccato che i turisti la percorrano poco: ha per sfondo un quadro; la Rocca di Radicofani e il Monte Amiata, sono le immagini preminenti del quadro. Radicofani, con la rocca turrita in vetta, è presente di continuo e accompagna nella salita al nudo colle. Qui la Via Cassia tocca il suo punto più alto, circa 800 metri : l’amplissimo paesaggio che di lassù si apre alla vista è un paesaggio moderato, civile, assorto’, non senza una punta di severità, e colpisce chiunque sia capace di un’emozione derivante dalla natura. Ancora vale la pena di abbandonare la Via Cassia, questa volta prendendo la strada che diverge non molti chilometri a sud di San Quirico d’Orcia, per fare il giro del Monte Amiata. Questo itinerario rende felice il viaggiatore romantico, correndo tutto intorno al monte vestito di bellissimi boschi di castagni e di faggi che lo ricoprono come una coltre, dai piedi alla vetta, con quei paesi appiccati e quasi mimetizzati sulla roccia, tra quel colore verde cupo e insieme fastoso. L’Amiata, con i suoi piccoli luoghi di villeggiatura dalle vie strette splendenti di una luce già di montagna, coi suoi campi di neve, è destinato a diventare una zona turistica di alto richiamo. Tralasciando di parlare dei boschi ancora intatti, si hanno stupendi paesaggi, vedute di collina in vista di un “mare” di poggi, ma questo quadro sarebbe incompleto senza aggiungere che l’Armata è il monte del mercurio. Tre sono le miniere che producono il prezioso minerale : l’unico, si dice, per cui l’Italia ha il primato mondiale. Un’altra, tra le più note gite che il turista fa venendo in Toscana, lo porta a percorrere la zona costiera della Maremma, questa lunga, uniforme pianura aperta di pascoli e di campi, con le bianche case coloniche dell’Ente Maremma e una spiaggia piatta e soleggiata. La Maremma toscana è un paesaggio di lineamenti ampi e solenni, di orizzonti immensi, in cui sembra aleggiare tutta la poesia e il mistero delle antiche leggende italiche. Qualunque itinerario, da Cecina o da San Vincenzo, da Venturina o dal bivio di Gavorrano, da Grosseto o da Albinia, ci può dare un’idea della Maremma. Facciamo una passeggiata nella parte meno nota, da Grilli a Vetulonia, le cui strade ci riaccostano alla vita reale del Medio Evo più che in altri borghi, dove il passato è archeologico; da Fonte Blanda a Talamone, sotto i Monti dell’Uccellina, famoso nelle cronache garibaldine;


da Albinia a Magliano in Toscana
. Sopra un crinale, Magliano è un nodo di vetuste mura e di illustri chiese, con l’Annunziata e con l’eccelsa e solitaria basilica di San Bruzio, di cui restano potenti avanzi. Ma per sapere di più, di questa Maremma segreta, lasciamo la vasta piana che si allarga davanti ad Albinia, puntando in direzione delle colline. Tra campi e vigneti la strada ci porta nella Maremma interna, tutta colli sassosi disposti a quinte successive, e boschi di quercioli, la Maremma vera, quella amara, triste e selvatica. Passata la Marsiliana (la villa è lassù, in cima a un colle conico fitto di boschi), s’entra nel territorio maremmano vero e proprio. Ogni nota gaia e vivace qui sarebbe di troppo. Proseguendo senza fermarci troveremo Mandano, cittadina appollaiata sul sommo di un colle isolato, intorno alla Rocca senese. I dintorni della città sono folti d’arte e di centri primitivi. Scivolando più a nord, si troverà con Saturnia una cittadina pre-etrusca, la quale si scelse un luogo stupendo ove crescere. Dopo Mandano, ecco Pitigliano etrusca alta sullo sperone, a picco su tre profondi burroni. Di qui una stretta strada tagliata nel tufo della montagna ci porta a Sorana. Sorana, sperduta e segregata tra due gole in solitudine perfetta, è oggi un nido di rovine. Il turismo frettoloso ignora che questo villaggio maremmano è tra i più suggestivi abitati che si possano vedere ai tempi nostri, essendo tornato al selvaggio con i suoi edifici monumentali, dalla chiesetta di Santa Maria al Duomo romanico, che è uno dei più sorprendenti della Toscana. Non lontano dal Duomo è la necropoli etrusca. Fiorita a una certa qual potenza fra il settimo e il sesto secolo avanti Cristo, Sorana fu tra le più cospicue città dell’Etruria meridionale; di quella sua civiltà ci restano le tombe, tutte sotterranee, alle quali si accede attraverso porte dalle ricche decorazioni architettoniche. Un’altra parte interessante della Maremma è il tratto di costa in cui, da Piombino a Orbetello, si susseguono stazioni balneari, giovani d’anni eppure già illustri, da Follonica a Castiglione della Pescaia a Marina di Grosseto.  
Il promontorio di Piombino, le pinete litoranee, le isole dell’Arcipelago Toscano sorgenti dal mare, la laguna di Orbetello con al di là l’Argentario, sono le immagini di quella costa. Vicino all’Argentario si leva il promontorio di Ansedonia. In alto, accoccolata sulla cima, sorge Cosa. Città romana, non etrusca come si credette fino a pochi anni fa, Cosa fu messa allo scoperto mediante scavi eseguiti dagli americani. Salendovi, subito viene a galla, anzitutto, il paesaggio: quel paesaggio spaziato, silenzioso, col mare deserto davanti, di una solennità, di una dignità che respinge il particolare. E questo è un altro dei luoghi della Toscana che ricordiamo, uno dei tanti che la guida nuova addita e descrive, di quelli nei quali ancora spira intatto il senso della solitudine sacra ch’è tipico della Toscana vera.

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marzo 5th, 2009 by admin

Sono moltissimi gli eventi che potrete trovare nel weekend di Pasqua in Toscana.
Potrete decidere per una vacanza alla ricerca di località dove si rievocano le situazioni storiche di paesi contadini e medievali, oppure scegliere una vacanza “moderna” effettuando i classici tour alle Terme, oppure nelle località ideali per le vacanze per bambini o altrimenti fare un giro presso i tradizionali mercatini di Pasqua in Toscana.

Sul nuovo sito di volamondo toscana nella sezione dedicata alle offerte Pasqua 2010 potrete trovare tutti gli itinerari indicati per passare una vacanza di Pasqua in Toscana veramente eccezionali.


Potrete decidere di passare il weekend di Pasqua e di Pasquetta alle Terme decidendo tra le Terme di Montecatini, le Terme di Monsummano o le bellissime Terme di Saturnia. Se invece siete una famiglia con bambini e volete cercare una vacanza di Pasqua ideale per i più piccoli potrete decidere di fare il giro didattico, culturale che comprende il Parco di Pinocchio, il Giardino di Villa Garzoni, la Collodi Butterfly House, il Museo di Leonardo da Vinci e lo Zoo di Pistoia. Tutto a pochi chilometri di distanza. Se invece decidete di fare una vacanza nelle più belle città d’arte e località della Toscana, sul sito volamondotoscana.it sono elencati tutti gli eventi e le manifestazioni folcloristiche previste a Lucca, Siena, Chianti e Firenze. Infine ottime idee per chi vuole passare le vacanze di Pasqua al mare o in montagna per godere i primi raggi del sole o per concedersi un momento rilassante nelle piste ancora innevate. Per maggiori informazioni: Vacanze in Toscana con volamondo.  Tra le tante proposte delle offerte last minute Pasqua in Toscana vale la pena segnalare l’occasione di godere di un ottimo pranzo di Pasqua in Toscana all’insegna dei prodotti tipici regionali. Basta recarsi a Pescia, incantevole cittadina medioevale a pochi chilometri da Montecatini Terme (PT) e dalla città di Lucca. Li troverete il Ristorante Cecco, locale noto in tutta la Toscana e non solo per la sua raffinata cucina a prezzi davvero interessanti grazie all’offerta a Pasqua e Pasquetta dal Ristorante Cecco a soli 43 €. a persona con le sue gustosissime e originali pietanze per un trionfo sublime con la tradizionale gastronomia toscana.  Il ristorante Cecco è inoltre fornito di B&B ubicati nel centro storico dove c’è la possibilità di prenotazione per 4 persone  per ogni appartamento. Ciascuna camera è fornita di climatizzazione e TV.  Molto interessanti inoltre le Offerte Pasqua al Centro benessere in Toscana, ad esempio presso il centro termale Grotta Giusti situato a Monsummano Terme (PT), si ha la possibilità di trascorre un piacevole week end di Pasqua in Toscana per depurare il proprio corpo dalle tossine accumulate nel corso di questo rigido inverno.   

Per il periodo di Pasqua c’è l’opportunità di sfruttare le tariffe speciali già in vigore.  

Ecco i prezzi:

   Camera comfort charme vista monte……….. 260  €.

    Camera comfort superiore vista monte…….  296 €.

    Camera comfort elegance vista parco………. 346  €.

    Camera comfort deluxe vista parco……..….  356  €.

    Camera comfort junior suite vista monte… 396  €.

    Camera comfort junior vista parco…………..  526 €.    

Le sopraindicate tariffe devono intendersi relativi ad una notte per due persone per un soggiorno minimo di quattro notti.

Tra le offerte di Pasqua in Toscano non potevano certamente mancare le proposte per passare la Pasqua a Siena nei meravigliosi casolari e agriturismi che circondano le colline senesi sempre più rigogliose l’avvicinarsi della primavera.  Interessanti sono inoltre le offerte Pasqua a Firenze e le offerte last minute Pasqua all’Abetone per momenti unici da trascorrere nella verdeggiante natura dai profili variopinti che da  sempre contraddistinguono il territorio toscano.

 Per chi invece ama vivere un week end di Pasqua dalle forte emozioni non c’è di meglio che darsi al rafting, hydrospeed e alla canoa per scendere lungo il fiume Serchio e Lima. E’ un’avventura da vivere in Garfagnana, considerata da molti il paradiso delle acque dell’Italia Centrale.

La Garfagna resta infatti una delle zone più spettacolari per la pratica si sport acquatici. Il suo ambiente è infatti composto da foreste e boschi di castagno, faggi e querce.

Un patrimonio davvero inestimabile tutelato dalle regole del Parco delle Apuane, del Parco dell’Orecchiella e delle oasi Lipu e WWF.

I prezzi per poter cimentarsi in un questo week end di Pasqua con il rafting, Kayak e Hidrospeed sono davvero convenienti.

Ad esempio per le dicese con la guida del centro avvenuture H2O andremo a spendere le seguenti cifre in relazione alla tipologia di sport acquatico:

– Kayak per 3 ore …………€.  45,00

– canoa per 3 ore………….€.  45,00

– Rafting ……………………..€.  38,00

– Hydrospeed per 2 ore…€.  40,00  

Per ulterori informazioni collegarsi al sito www.avventureh2o.it.

 

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dicembre 30th, 2008 by admin

Sono più di 100.000 le persone in Italia che hanno preferito l’agriturismo in Toscana per trascorrere il ponte dell’8 dicembre. Certamente il forte flusso verso la formula dell’agriturismo registrato per l’Immacolata in Toscana, costituisce un’ottima prospettiva di previsione per il Capodanno 2009. I dati sulle presenze sono stati diffusi dalla Coldiretti che ha tenuto a specificare come questo risultato sia un ottimo segnale di ripresa anche per il Capodanno 2009. La preferenza della vacanza in agriturismo, che avviene soprattutto attraverso Internet grazie al tam tam informatico, è in progressiva crescita in un periodo di inquietudine economica in cui i cittadini del nostro paese – ha affermato la Coldiretti – sono portati  a scegliere le vacanze non lontano dalla propria casa, con una particolare  elasticità  nella programmazione e senza essere vittima peraltro del rischio di essere perseguitati da scioperi dei treni o degli aerei. Le aspettative degli operatori turistici per  il Capodanno 2009, che tuttavia sperano in un last minute di fine anno di rilevante importanza, sono tese alla lunghezza del periodo di soggiorno  che, per il periodo di capodanno, è di quasi  2,5 giorni, mentre 4 giorni per i turisti che provengono dall’estero.

Le prospettive degli agriturismi sono inoltre sopportate dal blocco dei prezzi che sono rimasti praticamente stabili, più della metà delle aziende agrituristiche difatti  li hanno tenuti  identici all’anno precedente. Oltre alla rivalorizzazione delle usanze culinarie , tra i clienti degli agriturismi della Toscana negli ultimi anni va aumentando la domanda die servizi accessori davanguardia per gli amanti dello sport e dell’ambiente. Certamente non poteva mancare il binomio più gradito dai turisti che trascorrono le vacanze in Toscana, quello di agriturismo e turismo d’arte.

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